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come diventai un povero castrato
Scritta da: cristian1 (1)

Eravamo tre bei ragazzi che avevano deciso di fare un viaggio in india,spinti dalla curiosita`
della meditazione, e poco dopo che eravamo arrivati all'albergo fummo avvicinati nel grande salone da una distintissima e bella donna di circa 50 anni che da tanti anni viveva in india.
Non conoscendo la lingua fummo molto contenti quando ci invito`a sederci dicendo che un ricco signore della regione cercava chi potesse insegnare l'italiano ai suoi figli e dopo che disse il compenso , 50 milioni e cinque milioni al mese, accettammo tuti e tre poi ci lasciammo dandoci appuntamento per il giorno dopo per firmare dei fogli .
Eravamo molto euforici e firmammo i documenti fidandoci di lei poiche` erano scritti nella lingua di quella regione poi lasciammo l'albergo e fummo portati ,a bordo di una lussuosa macchina,nella sua grande abitazione fuori la citta`dove ci mise a nostro agio e disse che essendo dei ragazzi giovani aveva pensato a alcune ragazze per farci divertire ed entrarono cinque stupende donne ,lei ci lascio`dicendoci che sarebbe ritornata tra tre giorni con i documenti tradotti.
Furono tre giorni paurosi avevamo davanti seni,culi,fiche depilate e no,ci leccavano da per tutto e noi infilavamo i nostri cazzi dove volevamo solo luigi all'inizio aveva difficolta`visto il suo cazzo di 36cmx21,tre di loro si mettevano una su l`altra e noi le infilzavamo mentre le altre due inginocchiate ai nostri fianchi erano pronte a ricevere il nostro sperma che regolarmente ingoiavano non so quanto ne abbiano bevuto,eravamo stremati e avevamo perso la cognizione del tempo.
Fummo riportati alla realta dalla voce della Signora che disse alle donne di lavarci e farci la barba e lascio`dei fogli sul tavolino tra cui l'apertura di tre conti bancari ove erano stati versati i 50 milioni,noi abbiamo letto solo quelli e contenti andammo con le donne che ridacchiando fecero cio`che gli era stato ordinato .
Noi mentre ci lavavano tastavamo i loro corpi ma loro allontanavano le mani dicendoci di non pensare piu`alle donne ma noi non capivamo e ci misero tre lunge tuniche gialle, poi
ritorno`la Signora seguita da una anziana della casa e da 6 uomini enormi e minacciosi i quali ci immobilizzarono e legate le mani ad una robusta cinta che ci avevano messo intorno alla vita ci misero un aggeggio fra le gambe che ci permetteva di fare solo piccoli passettini e ci tolsero le tuniche che avevamo indossate.
L'anziana donna si avvicino` a noi e comincio`a palparci da per tutto fino a metterci un dito nell`ano con un movimento di disappunto da parte nostra poi prese il cazzo di Luigi e mostrandolo alla Signora lo sgrullo`e tutti si misero a ridere lungamento noi credevamo a uno scherzo e ridemmo anche noi e Luigi ostentava il pisello alla Signora pensando che di li a poco l'avrebbe scopata.
Le nostre risa si spensero quando la Siggnora si avvicino`a lui e con una mano gli teneva i capelli e l'altra tenedogli i testicoli gli disse"vediamo se riderai ancora dopo che ti ho fatto togliere questi" noi ammutulimmo mentre nell'andar via lei diisse che fra due giorni saremmo stati castrati.
Le ragazze ci accudirono con uno sguardo di compassione negli occhi e ci dissero che i fogli che avevamo firmato era la nostra vendita alla Signora ed nel loro paese era valida e aggiunsero che la donna era la piu`ricercata venditrice di eunuchi dell'intero paese.
Arrivato il fatitico giorno fummo portati in una sala con due tavoli di marmo muniti di robuste cinghie al centro della stanza e con strani strumenti alle pareti ,furono presi a foza Luigi e l'altro e legati ai due tavoli poi entro`la Signora con l'anziana donna accompagnate da due ragazze che dovevano imparare "l'arte della castrazione" si avvicinarono ai due e la Signora disse che non gli sarebbero stati tagliati i testicoli poiche`un gran Signore gli aveva chiesto due eunuchi interi.
I corpi dei miei amici erano un fascio di muscoli che tentavano di liberarsi dalle cinghie ,due serravano le cosce, due i ginocchi,due i piedi mentre le braccia erano allungate e i polsi serrati al tavolo,la testa era tenuta ferma da una cinghia che serrava la bocca per impedire che si mozzicassero la lingua,le due giovani si misero al loro fianco all'altezza della testa e cominciarono a carezzare dolcemente i loro capelli guardandoli negli occhi con una serenita`infinita e li facevano annusare un orofumo inebriante,dai mugulii e dai loro occhi si capiva che idue non gradivano quell'attenzione anzi le avrebbero uccise.
L'anziana signora si avvicino`al primo e dopo aver fermato il pisello sulla pancia con un cerotto comincio`con una mano delicatamente a far scendere i testicoli quel tanto che gli bastava per farli entrare nel cappio di un filo di seta che teneva pronto nell'altra poi diede un energico strattone e comincio`ad avvolgere il filo alla base dei testicoli e lo lascio`cosi`mentre i testicoli cominciavano a gonfiarsi e a scurirsi fece la stessa operazione con l'altro amico e per un po`si mise a parlare col la Signora andando ogni tanto a palpare e a stringere il laccio finquando disse qualcosa alle ragazze che appoggiato il loro seno sul volto dei due quasi a proteggerli
cominciarono una nenia terrificante per coprire i mugoli che si sentivano.
La donna si avvicino`a luigi e preso saldamente in mano il laccio che serrava i testicoli diede un violentissimo strappo ,lui per un attimo si irrigidi` e poi si rilasso` completamente e con l'altro mio amico fu la stessa operazione poi furono slegati, completamente inebetiti, vengono accompagnati dalle ragazze fuori dalla stanza .
Le due donne vennero verso di me e la Signora carezzandomi il viso disse che aveva deciso di castrarmi in modo diverso ,mi avrebbe fatto tagliare il pisello ma non i testicoli cosi sul mercato valevo di piu`anche se avrei avuto bisogno di un periodo di addestramento piu lungo dei miei amici.
Le due ragazze rientrarono e dopo che gli fu`bisbigliato qualcosa presero una pinza dal muro e una bacinella sterilizzata contenente dei rasoi,anche io fui legato al tavolo ma mi stordirono con dei profumi sentii soltanto un dito entrarmi nell'ano e spingere la base del pisello e farla bene uscire poi la pinsa la serro`.
Mi risvegliai in un letto con una vistosa fasciatura all'inguine da cui usciva un tubicino per urinare,i miei amici tremavano ed erano avvolti in pesanti coperte che venivano rimboccate in continuazione dalle ragazze a qui eravamo stati affidati.
Ormai non potevamo far altro che rassegnarci e comincio`la nostra vita di eunuchi piena di umiliazioni e perversioni che scrivero` ciao

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